di Paola Bergamin.

Ieri, nella seduta del 3 ottobre 2019, il Consiglio dei Ministri ha approvato in esame definitivo il decreto attuativo della V Direttiva antiriciclaggio.

L’atto del Governo n. 95, con l’obiettivo fondamentale di consentire la sicura tracciabilità dei flussi finanziari, porta modifiche e integrazioni alla normativa di cui al D.Lgs 231/07 come successivamente emendato dai decreti legislativi n. 90 e n. 92 del 2017 (attuativi della IV direttiva antiriciclaggio 2015/849).

Le novità introdotte sono numerose fra le quali si segnala:

  • L’ampliamento dell’ambito di applicazione delle norme antiriciclaggio. D’ora in poi, tra i soggetti che devono sottostare agli obblighi, rientrano anche i prestatori di servizi di portafoglio digitale, i soggetti che esercitano attività di commercio di cose antiche o che agiscono da intermediari in questo ambito e, infine, gli agenti in affari che svolgono attività in mediazione immobiliare.
  • Un maggiore accesso alle informazioni sulla titolarità effettiva di persone giuridiche e trust, in quanto l’accesso al registro dei titolari effettivi sarà consentito al pubblico.
  • I soggetti obbligati possono identificare in via “residuale” il titolare effettivo con il soggetto che svolge funzioni di direzione e amministrazione delle società o del cliente diverso dalla persona fisica;
  • Il potenziamento dei controlli sulle operazioni che coinvolgono Paesi terzi ad alto rischio di riciclaggio.
  • Una maggiore cooperazione tra le unità di informazione finanziaria e anche tra le autorità di vigilanza di settori degli Stati membri.
  • L’attenzione ai rischi connessi alle carte prepagate e alle valute virtuali. Sono state ridotte le soglie preesistenti per l’uso delle carte prepagate senza l’obbligo di procedere ad adeguata verifica della clientela. Inoltre, è stato esteso il divieto di conti o libretti di risparmio in forma anonima o con intestazione fittizia anche ai prodotti di moneta elettronica anonimi.