Corriere della Sera – Maria Silvia Sacchi – A due anni dalla decisione dell’Unione europea e a nove mesi dalla data (marzo 2019) che sancirà il divorzio definitivo tra Regno Unito e UE “non sapere” è il dato che contraddistingue la vita dei britannici. “Cosa succederà?” è domanda che compare in molte conversazioni.

“Brexit e tutte le conseguenze che si attribuiscono al divorzio tra Regno Unito ed Europa vanno valutate dentro un cambiamento della società inglese che era già in atto – dice Alessandro Belluzzo, equity partner dello Studio Belluzzo, che a Londra segue grandi gruppi internazionali -. Per esempio, sul calo del mercato immobiliare ha pesato il cambiamento delle imposte: la tassazione era contenuta o non esistente, mentre oggi si paga quando si acquista, quando si vende e quando si muore. Si è scelto di favorire chi vive nelle case che compra, piuttosto che chi investe nel real estate. Quanto a Londra resta una città che attrae per la qualità della vita, per le scuole, per la sua stabilità”.

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