di Luca Luoni.

In occasione della seduta del 6 novembre 2019 il Consiglio federale ha disposto l’entrata in vigore, dal 1° gennaio 2020, della LSerFi, della LISFi e delle relative ordinanze di esecuzione.

Ma a cosa si riferiscono queste due nuove leggi e che impatto avranno per le parti coinvolte?

Il percorso normativo parte all’inizio di novembre del 2015 quando il Consiglio Federale Svizzero ha licenziato il messaggio concernente la legge sui servizi finanziari (LSF poi denominata, definitivamente LSerFi) e la legge sugli istituti finanziari (LIFin poi denominata LIsFi) con l’obiettivo di creare pari condizioni di concorrenza per gli intermediari finanziari e migliorare la protezione della clientela.

La LSerFi contiene tutta una serie di norme di comportamento che i fornitori di servizi finanziari devono osservare nei confronti dei clienti, che vanno dall’obbligo di pubblicare un prospetto informativo fino alla predisposizione, nel caso di strumenti finanziari, di un foglio informativo generale che sia facilmente comprensibile dalla clientela.

La LIsFi, invece, ha come obiettivo l’armonizzazione de quadro normativo connesso all’autorizzazione che i fornitori di servizi finanziari devono ottenere per svolgere la propria attività.

La norma in oggetto fa riferimento agli “istituti finanziari”, qualifica che ricomprende, in termini molto ampli, chiunque investa o gestisca, a titolo professionale, valori patrimoniali di terzi, venendo a ricomprendere, in tale definizione, non solo i gestori patrimoniali, ma anche i trustee, i gestori di fondi e le società di intermediazione mobiliare.

La LIsFi disciplina le condizioni di autorizzazione e i requisiti in materia di organizzazione interna, assoggettando i soggetti destinatari ad una vigilanza prudenziale esercitata dall’ autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari (FINMA – https://www.finma.ch/it/) o da soggetti da quest’ultima specificamente autorizzati. Ad essi viene assegnata la competenza di disporre verifiche con periodicità pluriennale, a seconda dei rischi e dell’attività degli assoggettati al controllo, con poteri molto più ampli rispetto a quelli che sono stati, fino ad oggi, attribuiti dalla legge ai vari organi di autodisciplina ai fini antiriciclaggio.

Il percorso legislativo si è, finalmente, completato il 15 giugno 2018 quando le Camere federali hanno approvato i due progetti nella votazione finale, mentre nella seduta del 6 novembre 2019 il Consiglio federale ha disposto l’entrata in vigore della LSerFi, della LISFi e delle correlate ordinanze di esecuzione per il 1° gennaio 2020, sia pure con la previsione di un periodo transitorio di due anni.

Le modifiche introdotte saranno destinate a cambiare radicalmente lo scenario degli intermediari finanziari elvetici che hanno vissuto, dopo gli anni di massima crescita grazie ad una generale deregulation, un periodo di difficoltà perché posti sotto il fuoco di fila delle autorità internazionali che attribuivano ad essi carenze rilevanti in termini di trasparenza e di contrasto al riciclaggio del denaro ed al terrorismo.

Alla luce del nuovo quadro normativo i player che saranno in grado di rimanere sul mercato, così come quelli che sceglieranno la Svizzera per svolgere la propria attività, dovranno dotarsi di una struttura di controllo e di analisi dei rischi assimilabile a quella prevista dagli standard internazionali (ed in qualche caso, addirittura superiore), garantendo quella trasparenza e quella protezione della clientela che sono state alla base delle pressanti richieste degli organi Internazionali negli ultimi anni.