di Alberto Franceschetti e Davide Orto.

Il 19 maggio 2020 è stato pubblicato il D.L. 34/2020 (“Decreto Rilancio”), con il quale vengono adottate una lunga serie di misure straordinarie finalizzate a sostenere la ripresa economica del Paese, prevedendo uno stanziamento di risorse per ulteriori 155 miliardi (dopo i precedenti interventi attuati con il Decreto Cura Italia ed il Decreto Liquidità).

Gli interventi previsti dal Decreto Rilancio interessano numerosi settori, dalla salute alla sicurezza, con il potenziamento del sistema sanitario e l’azzeramento dell’IVA sui dispositivi di protezione, dal sostegno economico alle imprese ai redditi di lavoro, con l’introduzione di contributi a fondo perduto, dal turismo alla cultura, senza trascurare ulteriori misure di natura fiscale.

Da una prima lettura, rispetto ai precedenti provvedimenti, il Decreto Rilancio prevede misure più complesse, con meno automatismi (e di contro, con la presenza di maggiori condizioni da rispettare) e che richiedono maggiori controlli da parte delle Autorità, oltre ad un importante numero di decreti attuativi, ossia di ulteriori provvedimenti che devono essere adottati ai rispettivi organi competenti, con conseguente ed inevitabile allungamento dei tempi.

 

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