di Alessandro Belluzzo e Giovanna Mazza.

Accordi privati su matrimoni ed eredità: dopo moltissimo tempo, e altrettante discussioni, sembra che finalmente si riesca ad intravedere la luce.

Il disegno di legge delega in materia di “semplificazione, riassetto normativo e codificazione” imposta infatti il countdown a 12 mesi per legiferare in merito a questi caldissimi argomenti.

Mai, in passato, si era riusciti a trovare un accordo definivo che interessasse questioni così vicine alla sfera etica, emotiva e familiare degli italiani, sia per motivi politici, che giuridici, che religiosi.

In realtà, non si tratta di nulla di particolarmente strano, anzi, si potrebbe definire più che altro come un tentativo di armonizzare il nostro Paese con la legislazione di molti degli Stati con cui quotidianamente è solito confrontarsi in ambito internazionale.
Non bisogna però creare iperboliche aspettative di assoluto cambiamento: qualcosa di nuovo verrà probabilmente adottato ma, sicuramente, sarà molto diverso dagli eccessi in stile “contratto matrimoniale” a stelle e strisce.

Di cosa stiamo parlando?

Leggendo il comunicato CDM n.48 del 28 febbraio 2019, il Governo è delegato ad adottare uno o più̀ decreti legislativi per:

  • “consentire la stipulazione tra i nubendi, tra i coniugi, tra le parti di una programmata o attuata unione civile, di accordi, in forma di atto pubblico o scrittura privata autenticata, aventi efficacia obbligatoria, intesi a regolare tra loro, nel rispetto delle norme imperative, dei diritti fondamentali della persona umana, dell’ordine pubblico e del buon costume, i rapporti personali e quelli patrimoniali e i criteri per l’educazione dei figli”;
  • “consentire la stipulazione di patti sulle successioni future intesi alla devoluzione dei beni del patrimonio ereditario in essi determinati ai successori ivi indicati, ovvero a permettere la rinunzia irrevocabile di successibili alla successione generale o in particolari beni, restando inderogabile la quota di riserva prevista dagli artt. 536 ss. del codice civile”.

In sostanza quindi:

  • per quanto riguarda i nubendi, il matrimonio e le unioni civili: possibilità di stipulare accordi “prematrimoniali”, oggi non efficaci nel nostro ordinamento, per regolare non solo i rapporti personali e patrimoniali tra le parti, ma altresì in previsione di un’eventuale crisi di coppia, semplificando di fatto i successivi procedimenti di separazione e divorzio
  • per quanto riguarda le successioni: una vera e propria rivoluzione:
    • In primo luogo, è la legittima ad essere materia di modifica, ovvero il sistema ereditario forzato tipicamente italiano. In Italia, infatti, la legge rende obbligatorio, per alcune categorie di familiari, ereditare determinate porzioni di patrimonio. Le modifiche riguarderebbero la possibilità di realizzare una divisione ereditaria su quello che rimane al momento della morte, diversamente da quanto accade oggi, ovvero il famoso “riconteggio” effettuato nel caso in cui il defunto aveva donato un bene ad un erede prima di morire.
    • I patti successori saranno poi l’altra novità, da sempre osteggiati nella tradizione giuridica del belpaese: sarà possibile stipulare un vero e proprio contratto con cui disporre di diritti derivanti da future successioni, compresa la possibilità di rinunciare preventivamente all’eredità.

Non resta quindi che aspettare e vedere, sicuramente sarà una vera e propria rivoluzione del diritto di famiglia italiano.