Il Sole 24 Ore – 12 Ottobre 2018 – A otto anni dall’introduzione della prima legge “Controesodo” è tempo di bilanci e di valutazione di nuovi provvedimenti e aggiornamenti da inserire nella proposta di legge per richiamare in Italia, grazie alla leva delle agevolazioni fiscali, i talenti che lavorano all’estero.

È quanto emerso alla conferenza “Cervelli, cuori e braccia” organizzato a Roma presso la Camera dei Deputati a Palazzo Montecitorio e a cui ha partecipato Alessandro Belluzzo, equity partner di Belluzzo International Partners e responsabile della sede di Londra, con intervento sugli aspetti giuridici e fiscali relativi ai cittadini che vorrebbero usufruire della normativa italiana per il rientro del capitale umano.

In questo contesto un’unica variabile gioca un ruolo fondamentale al fine di definire quale sia la normativa tributaria applicabile ai cittadini interessati ed è l’iscrizione all’AIRE (Anagrafe Italiani residenti all’estero), che oggi ha un totale di oltre 5 milioni di cittadini italiani registrati e residenti all’estero.

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