In una delle mosse più pubblicizzate dell’ex occupante del numero 11, la legislazione contenuta nel Finance Act 2026 prevede che la maggior parte dei fondi pensione non utilizzati e delle prestazioni per morte legate alla pensione rientreranno nel valore dell’asse ereditario di una persona defunta ai fini dell’imposta di successione a partire dal 6 aprile 2027.
Come molti professionisti — e in effetti anche i comuni cittadini che, loro malgrado, si trovano a dover pianificare l’eredità di una persona cara nel mondo post-aprile 2027 — avranno notato, gli aggiornamenti con indicazioni pratiche su questo tema sono stati finora scarsi. Le nuove linee guida sono quindi state accolte con favore: si tratta di una seconda nota tecnica emessa da HMRC, che fornisce maggiori dettagli operativi su come le eredità verranno trattate secondo le nuove regole.
L’onere ricade ora principalmente sugli esecutori testamentari e sugli altri rappresentanti personali, che dovranno occuparsi di identificare le posizioni pensionistiche, ottenere i valori delle pensioni e combinarli con il resto dell’eredità nel calcolo dell’imposta di successione (IHT).
La nota chiarisce inoltre il nuovo quadro di condivisione delle informazioni che sosterrà la riforma. Gli amministratori dei fondi pensione, le compagnie assicurative e i rappresentanti personali saranno tenuti a scambiarsi informazioni a seguito di un decesso, in modo da consentire l’identificazione, la valutazione e l’inclusione degli asset pensionistici nel calcolo dell’imposta di successione. Vengono inoltre delineate nuove procedure per la sospensione dell’erogazione delle prestazioni pensionistiche nei casi in cui sia prevista un’imposta di successione dovuta, oltre a meccanismi che permettono agli amministratori dei fondi pensione di effettuare pagamenti diretti a copertura degli oneri fiscali.
HMRC ha inoltre fornito ulteriori chiarimenti sul concetto di “notional pension property” (patrimonio pensionistico nozionale), sulla valutazione delle prestazioni pensionistiche ai fini dell’imposta di successione e sul trattamento dei beneficiari, inclusi i trust. La nota include anche una bozza di linee guida su come stabilire l’autorità dell’esecutore testamentario nei rapporti con gli enti pensionistici, una questione pratica che molti professionisti avevano identificato come un potenziale ostacolo.
Sebbene le nuove informazioni siano state accolte positivamente per aver chiarito la situazione, alcuni organismi professionali, tra cui STEP, hanno espresso preoccupazione per il maggiore carico amministrativo ora posto in capo agli esecutori testamentari, chiamati a gestire un processo meno efficiente, più complesso e, di conseguenza, più costoso. Ulteriori linee guida tecniche sono attese entro la fine dell’anno, anche su casi internazionali, trust ed enti di beneficenza, ma per ora la direzione appare sempre più chiara: le pensioni non godranno più verosimilmente dello status privilegiato che avevano un tempo come strumento di pianificazione dell’imposta di successione.
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Giacomo Francioni
Patrick Jordan






