L’obbligo è stato introdotto nell’ambito dell’Economic Crime and Corporate Transparency Act 2023 e annunciato da Companies House, l’ente britannico responsabile del registro delle imprese.
La misura è finalizzata a rafforzare la trasparenza e l’affidabilità del registro societario, migliorando la qualità delle informazioni e contrastando l’uso improprio delle strutture societarie.
Soggetti interessati
L’obbligo riguarda le persone fisiche che ricoprono determinati ruoli all’interno delle società, tra cui:
Modalità di verifica
La verifica dell’identità può essere completata in due modalità alternative:
Personal ID Code: differenze tra Amministratori e PSC
A seguito dei recenti chiarimenti di Companies House, le modalità operative differiscono tra amministratori e Persone con Controllo Significativo (PSC).
Società estere (Overseas entities)
Per le società estere iscritte al Register Overseas Entities (ROE), l’obbligo di identity verification è richiesto solo se la società apre un UK establishment (sede, ufficio o altra presenza stabile in UK).
Il mero possesso di un immobile nel Regno Unito, anche se concesso in locazione, non costituisce apertura di un UK establishment e non comporta alcun obbligo di identity verification.
Conseguenze in caso di inadempimento
Il mancato completamento della verifica dell’identità può comportare sanzioni e limitazioni operative. In particolare, i soggetti non verificati non saranno riconosciuti come validamente nominati da Companies House e potranno incontrare ostacoli nel deposito dei documenti societari, oltre a possibili sanzioni civili o penali.
Giacomo Francioni
Alice Pietri – Trust and Wealth